Un male bastardo e subdolo: L’Alzheimer

Dopo aver letto l’articolo che parla della riapertura della Casa Delle Vigne (che invito tutti a sostenere) non ho resistito e ho deciso di scrivere quasi di getto questo articolo, praticamente all’una di notte.

Diciamolo senza timore: il morbo di Alzheimer (una delle più diffuse forme di demenza degenerativa che si manifesta generalmente dopo i 70 anni), è una malattia bastarda e subdola che dapprima lentamente e poi sempre più inesorabilmente strappa via l’anima del povero malcapitato mentre questo è ancora in vita.

In pratica la vittima comincia a perdere la memoria a breve termine, poi inizia ad avere problemi di orientamento (sia nel tempo che nello spazio) e ad un certo punto perde anche l’autonomia. Chi vi scrive ha avuto più di una esperienza diretta, è può confermare che dal punto di vista sociale è una vera maledizione. Il malato di Alzheimer vede strappati via i suoi ricordi, la propria vita, la dignità, oltre a minare e mettere a durissima prova la pazienza e l’amore dei famigliari e parenti (almeno quelli che si preoccupano per loro).

Pensate voi che serie di problemi può avere una persona che davvero non si ricorda cosa ha fatto un’ora prima, non ricorda che giorno è. Perde le proprie routine e abitudini, non puoi affidargli nessun compito perché se lo dimenticherà o peggio potrebbe combinare un disastro. Un esempio?

Marco di solito la sera, prima di andare a dormire, appoggia sempre i pantaloni sulla poltrona. Ma una volta capita che per un qualsiasi banale motivo li appoggi in cucina o magari li butti nella lavatrice perché il giorno dopo sono da lavare. Ma la mattina dopo se ne scorda completamente, li cerca dappertutto e non li trova. Gira come un matto e alla fine li trova nella lavatrice. Non capisce chi cavolo li abbia schiaffati là. Pensa che qualcuno gli abbia fatto uno scherzo. Questo lo destabilizza e comincia a dare la colpa agli altri. Altre situazioni del genere gli capitano nei giorni a seguire e Marco è spaventato, comincia ad uscire sempòre di meno da casa, a vedere meno gente. Inventa scuse per non uscire sempre più fantasiose, e così pian piano si rinchiude sempre di più, e i suoi pensieri cominciano a girare come in un “loop” infinito, ma rimbalzano su pareti sempre più ridotte.

Ad un certo punto trascura l’igiene e si dimentica anche di mangiare (credetemi è vero!). Qualsiasi cambiamento alla sempre più scarna routine quotidiana gli fa peggiorare la situazione. Parla sempre più spesso di esperienze passate, tirando fuori aneddoti sempre più vecchi ed incredibilmente dettagliati, ai quali si attacca come un naufrago al canotto di salvataggio.

Quando ad un certo punto comincia ad alterare anche questi vecchi ricordi (che dovrebbero essere ben radicati), allora siamo alla frutta. Non stupitevi se si dimentica di chi siete voi o inizia ad attaccarvi perché gli avete fatto chissà quale torto.

E’ una malattia bastarda, cronica ed implacabile, che alla fine vince praticamente sempre. Abbiate pazienza con il malato di Alzheimer, molta più di quella che di certo avrete con i vostri figli. Un malato di Alzheimer per certi versi è come un bambino, con una differenza ahimè terribile: Un bambino può essere redarguito perché così impari: un bambino sta crescendo ed impara a velocità sempre maggiore. Un malato di Alzheimer è generalmente un anziano che invece non va assolutamente sgridato o umiliato, perché sta perdendo le proprie facoltà, ed ogni shock può solo accelerare il tragico decorso. Possiamo solo amarlo, assisterlo con immane pazienza e non farlo sentire solo, in attesa che si trovi qualche cura per questa vera e propria piaga sociale.

In genere comunque, abbiamo sempre tutti rispetto e considerazione nei confronti delle persone anziane. Ricordiamoci che pure noi lo diventeremo un giorno.

Bruna Di Bernardino, la Presidente dell’associazione Nonno Mino, che gestisce il Centro Casa Delle Vigne
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La Casa Delle Vigne

(originale al seguente link: http://www.ilducato.it/2021/07/01/casa-delle-vigne-il-ponte-tra-senilita-socialita-e-accoglienza/)

Perdendosi tra gli alberi della Pineta di Urbino si incontra una strada sterrata da cui, come per incanto, si intravede una vista mozzafiato che propone insieme Palazzo Ducale, il Duomo e i monti. Qui si incontra Casa delle Vigne, una prestigiosa abitazione del 1500 di proprietà del Comune di Urbino, location prescelta per accogliere l’associazione NonnoMino, un’organizzazione di volontariato a sostegno dei malati di Alzheimer.

Durante il periodo di pandemia, molte erano state le richieste di aiuto pervenute alle varie organizzazioni sociali urbinati, tra cui Cittadinanza Attiva, Il tribunale del malato e Il vascello, da parte di anziani soli e famiglie in difficoltà. Tutti segnalavano l’esigenza di una struttura di supporto in città per coloro che soffrono di demenza senile.

Dall’ascolto e dal desiderio di solidarietà nasce il progetto di Bruna di Bernardino, la presidente dell’associazione NonnoMino, una realtà in prima linea nella provincia di Pesaro-Urbino nella lotta contro l’isolamento degli anziani: “Le nostre parole d’ordine sono solidarietà, rete e socialità”- dice la presidente-. Le persone anziane hanno diritto ad essere trattate con dignità e meritano di non essere lasciate sole”.

L’associazione di volontariato NonnoMino è una realtà sociale che offre un servizio diurno e si finanzia tramite  progetti regionali, il supporto del 5×1000 e le offerte delle famiglie: quest’anno ha già accolto dieci persone a Urbino, oltre ad avere altri centri di supporto sul territorio, a Pesaro, Tavullia e nel comune di Vallefoglia.

Gremito il giardino, tante le persone, anziane e non, che – mercoledì sera. 30 giugno – applaudono l’assessore ai servizi sociali Elisabetta Foschi, che presenta l’evento e racconta la nascita del progetto:” Vogliamo dare supporto a coloro che hanno avuto la prima diagnosi di Alzheimer. A uno stadio avanzato, sicuramente c’è bisogno di un supporto sanitario più specifico, ma in una fase iniziale si può ritardare l’effetto della malattia tramite la socialità, l’attività pratica e l’accoglienza”.

Molte le autorità presenti, tra cui l’Arcivescovo di Urbino Giovanni Tani, il direttore dell’Area Vasta 1 Romeo Magnoni, l’assessore regionale Stefano Aguzzi e il sindaco Maurizio Gambini, che riferendosi a questa iniziativa, dice: “Oggi riapriamo questo gioiello della città. L’impegno che prendiamo è quello di sforzarci di più a dare risposte concrete a livello istituzionale a questo tipo di malattie. Vogliamo essere vicini alle organizzazioni sociali e investire tutte le risorse necessarie per stare vicino alle famiglie e alle persone in difficoltà”. Anche il Rotary Urbino ha contribuito concretamente al progetto, regalando una cucina all’associazione, che verrà utilizzata dai “nonni” per studiare nuove ricette e stimolare la creatività.

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Apertura punto vaccinale a Fermignano

Si comunica che dal giorno 8 Luglio sarà aperto un punto vaccinale gestito dai medici di medicina generale, e sarà aperto il giovedì ed il sabato con orario 10 – 13.

Per prenotarsi basterà telefonare allo 0722 2330523 dal lunedì al venerdì con i seguenti orari: 9.30 – 12.30 e 16 – 19. Il sabato 9.30 – 12.30.

Per altre informazioni consultate il dépliant riportato qui sotto.

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