Seminario sull’Alzheimer – “Ricordi Magici…”

Sabato 24 Settembre, presso il Castello Brancaleoni di Piobbico, l’Associazione Il Vascello ODV, con il sostegno e la collaborazione del CSV Marche ETS (Centro Servizi Volontariato Marche), organizza un evento seminariale dal titolo Ricordi magici…, dedicato ad un approfondimento sulle tematiche inerenti l’Alzheimer disease e le demenze, l’incontro avrà una durata dalle 8:45 alle 13:15 con successivo momento conviviale.

L’intervento formativo prevede 3 livelli di approfondimento. Il primo esplicita brevemente la malattia, le sue sue fasi, le caratteristiche. Il secondo introduce la presentazione di tutto il percorso assistenziale dal momento della comparsa dei sintomi alla diagnosi, dal contatto con i primi servizi di ausilio e supporto nella gestione della malattia fino al momento dell’istituzionalizzazione residenziale. Il terzo approfondisce tematiche specifiche relative alla relazione tra malato e caregivers: emozioni, sentimenti, tecniche comportamentali dei caregivers, stimolazione/mantenimento/prolungamento delle capacità residue in funzione dei diversi stadi della malattia.

Gli obiettivi dell’intervento seminariale sono:

• sensibilizzare i partecipanti sulle problematiche relative ad Alzheimer e demenze;

• fornire informazioni specifiche, ai partecipanti, sul percorso assistenziale che caratterizza l’intero decorso della malattia (dai sintomi iniziali all’ingresso in una struttura residenziale);

• fornire informazioni specifiche, ai partecipanti, su tecniche comportamentali dei caregivers caratterizzanti l’approccio relazionale con il malato (tale obiettivo è principalmente rivolto a familiari, volontari o altre figure che si occupano di relazione d’aiuto ma, in generale, anche alla cittadinanza in quanto parte di una comunità in cui il malato e i suoi familiari vivono e si relazionano.

08:45/13:15

Saluti del Sindaco del Comune di Piobbico – Dr. Alessandro Urbini

Dr. Piero Benedetti

(Presidente Ass. Il Vascello ODV – Medico Geriatra)

9:00-9:20 Cenni medici su Alzheimer Disease e Demenze

D.ssa Bruna Di Berardino

(Presidente Ass. Nonno Mino ODV – Ed. Professionale – Esperta di Centri Diurni Alzheimer)

9:25-9:40 Informazioni sui percorsi assistenziali possibili dalla diagnosi alla frequenza dei centri semiresidenziali specifici

Luciano Vandini

(Presidente dell’Impresa Sociale Il Maglificio – Residenza Protetta Demenze)

9:45-10:00 Il processo di istituzionalizzazione come fase finale del vissuto patologico del malato

D.ssa Bruna Di Berardino

10:05-11:20 Tecniche relazionali e stimolazione delle capacità residue I

D.ssa Laura Tecchi

(Psicologa)

11:30-12:30 Tecniche relazionali e stimolazione delle capacità residue II

Momento di condivisione esperienziale a piccoli gruppi 12:40-13:10

Dr. Massimo Tumini

(Coordinatore dell’intervento formativo)

Conclusioni

Un male bastardo e subdolo: L’Alzheimer

Dopo aver letto l’articolo che parla della riapertura della Casa Delle Vigne (che invito tutti a sostenere) non ho resistito e ho deciso di scrivere quasi di getto questo articolo, praticamente all’una di notte.

Diciamolo senza timore: il morbo di Alzheimer (una delle più diffuse forme di demenza degenerativa che si manifesta generalmente dopo i 70 anni), è una malattia bastarda e subdola che dapprima lentamente e poi sempre più inesorabilmente strappa via l’anima del povero malcapitato mentre questo è ancora in vita.

In pratica la vittima comincia a perdere la memoria a breve termine, poi inizia ad avere problemi di orientamento (sia nel tempo che nello spazio) e ad un certo punto perde anche l’autonomia. Chi vi scrive ha avuto più di una esperienza diretta, è può confermare che dal punto di vista sociale è una vera maledizione. Il malato di Alzheimer vede strappati via i suoi ricordi, la propria vita, la dignità, oltre a minare e mettere a durissima prova la pazienza e l’amore dei famigliari e parenti (almeno quelli che si preoccupano per loro).

Pensate voi che serie di problemi può avere una persona che davvero non si ricorda cosa ha fatto un’ora prima, non ricorda che giorno è. Perde le proprie routine e abitudini, non puoi affidargli nessun compito perché se lo dimenticherà o peggio potrebbe combinare un disastro. Un esempio?

Marco di solito la sera, prima di andare a dormire, appoggia sempre i pantaloni sulla poltrona. Ma una volta capita che per un qualsiasi banale motivo li appoggi in cucina o magari li butti nella lavatrice perché il giorno dopo sono da lavare. Ma la mattina dopo se ne scorda completamente, li cerca dappertutto e non li trova. Gira come un matto e alla fine li trova nella lavatrice. Non capisce chi cavolo li abbia schiaffati là. Pensa che qualcuno gli abbia fatto uno scherzo. Questo lo destabilizza e comincia a dare la colpa agli altri. Altre situazioni del genere gli capitano nei giorni a seguire e Marco è spaventato, comincia ad uscire sempòre di meno da casa, a vedere meno gente. Inventa scuse per non uscire sempre più fantasiose, e così pian piano si rinchiude sempre di più, e i suoi pensieri cominciano a girare come in un “loop” infinito, ma rimbalzano su pareti sempre più ridotte.

Ad un certo punto trascura l’igiene e si dimentica anche di mangiare (credetemi è vero!). Qualsiasi cambiamento alla sempre più scarna routine quotidiana gli fa peggiorare la situazione. Parla sempre più spesso di esperienze passate, tirando fuori aneddoti sempre più vecchi ed incredibilmente dettagliati, ai quali si attacca come un naufrago al canotto di salvataggio.

Quando ad un certo punto comincia ad alterare anche questi vecchi ricordi (che dovrebbero essere ben radicati), allora siamo alla frutta. Non stupitevi se si dimentica di chi siete voi o inizia ad attaccarvi perché gli avete fatto chissà quale torto.

E’ una malattia bastarda, cronica ed implacabile, che alla fine vince praticamente sempre. Abbiate pazienza con il malato di Alzheimer, molta più di quella che di certo avrete con i vostri figli. Un malato di Alzheimer per certi versi è come un bambino, con una differenza ahimè terribile: Un bambino può essere redarguito perché così impari: un bambino sta crescendo ed impara a velocità sempre maggiore. Un malato di Alzheimer è generalmente un anziano che invece non va assolutamente sgridato o umiliato, perché sta perdendo le proprie facoltà, ed ogni shock può solo accelerare il tragico decorso. Possiamo solo amarlo, assisterlo con immane pazienza e non farlo sentire solo, in attesa che si trovi qualche cura per questa vera e propria piaga sociale.

In genere comunque, abbiamo sempre tutti rispetto e considerazione nei confronti delle persone anziane. Ricordiamoci che pure noi lo diventeremo un giorno.

Bruna Di Bernardino, la Presidente dell’associazione Nonno Mino, che gestisce il Centro Casa Delle Vigne